Palazzo Madama approva il taglio del numero dei parlamentari. Di che numeri parliamo?

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La conseguenza per la rappresentanza politica a confronto con gli altri Paesi dell’UE.

Un altro dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle sembra aver raggiunto il traguardo.

Nella mattinata di ieri il Senato ha approvato il ddl costituzionale sul taglio dei parlamentari.

Il testo, promosso dal M5S, e approvato alla Camera lo scorso maggio, passa nuovamente alla Camera entro la fine dell’estate, per quello che potrebbe essere l’esame definitivo del provvedimento. La discussione sembrerebbe calendarizzata per il mese settembre.

Il testo, passato questa mattina a Palazzo Madama, ha ottenuto la maggioranza assoluta (bastavano 161 voti).

Su 230 votanti in 180 hanno approvato la riforma, si assiste ad un asse “allargato” rispetto al solito M5S-Lega, in quanto anche il partito di Giorgia Meloni ha espresso il suo voto favorevole.

Diversamente i dem ed il centro sinistra hanno espresso il loro “NO”, mentre invece FI si è astenuto.

Cosa prevede il taglio dei parlamentari?!

Secondo il disegno di legge, il numero dei parlamentari passerebbe da 945 a 600.

Alla Camera il numero dei deputati scenderebbe dai 630 attuali a 400, di cui 8 eletti nelle circoscrizioni estero, invece di 12.

I senatori, invece, dai 315 attuali passerebbero ad essere 200, di cui 4, e non più 6, eletti nelle circoscrizioni estero.

La riforma andrebbe a modificare gli art. 56 e 57 e 59 della Costituzione.

La riduzione decorre “dalla data del primo scioglimento o della prima cessazione delle Camere successiva alla data di entrata in vigore della novella previsione costituzionale”, come scritto nel testo approvato oggi a Palazzo Madama.

L’Italia, in questo momento è al terzo posto per rappresentanza politica nei paesi dell’UE (preceduta da Germania e Regno Unito), qualora la riforma costituzionale dovesse passare, scenderebbe al quinto posto.

Il confronto tra i Paesi dell’UE diventa fondamentale solo se lo leggiamo nell’ottica della rappresentanza democratica, infatti con tale riforma costituzionale se ad oggi i cittadini italiani possono contare su uno dei livelli più alti di rappresentanza nelle istituzioni dello Stato, con la riduzione del numero di parlamentari, diventerebbero invece fra i meno rappresentati in confronto agli altri Paesi Ue.

Come viene modificata la legge costituzionale?!

L’iter per modificare una legge costituzionale non è lo stesso del percorso legislativo ordinario, infatti il testo deve essere ratificato da entrambe le Camere per due volte. Nel caso in cui la seconda votazione dovesse passare sia alla Camera che al Senato con la maggioranza di due terzi, la riforma allora viene promulgata e messa in gazzetta ufficiale per diventare cosi legge.

Se invece la riforma viene vagliata con maggioranza assoluta è possibile che venga sottoposta a referendum.

Alcune dichiarazioni del M5S

On. Fraccaro 3 Ottobre 2018: “Le abbiamo chiamate riforme del cambiamento perché incarnano più di tutte le altre lo spirito del cambiamento su cui abbiamo avuto il mandato degli elettori il 4 marzo. Noi non vogliamo stravolgere la Costituzione perché sappiamo che è una Carta delicata e che va toccata solo dove è necessario”.

On. Fraccaro 11 Luglio 2019: Fi e Pd: “Provano a fermare Terza Repubblica

Vicepremier Di Maio 11 Luglio 2019: “È la fine di un’ingordigia politica andata avanti per decenni, un’altra promessa mantenuta che aspetta la votazione, verosimilmente nei primi giorni di settembre.

Questo è l’ultimo dei passaggi prima della votazione definitiva alla Camera,una riforma che per sempre taglierà le poltrone e farà risparmiare circa 500 milioni di euro a legislatura. Con questi soldi possiamo acquistare 2500 autobus, costruire asili. Soldi che saranno restituiti alla comunità”

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