La Villa sulle colline toscane di Matteo Renzi

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L’indagine de l’Espresso e le denunce di Renzi.

“Come promesso questa mattina firmo tre denunce penali e le indirizzo al procuratore capo di Firenze, dottor Creazzo.

La prima riguarda il signor Travaglio per aver detto che il Governo Renzi ha “beneficato il gruppo Toto nel 2017”. Non so di cosa parli Travaglio. Ma so che il governo Renzi termina la propria esperienza nel 2016. Notizia falsa e diffamatoria, reato certo.
Attendo che la procura di Firenze apra il procedimento per diffamazione contro il signor Travaglio nel quale mi costituirò parte civile.

Le altre due sono indirizzate al dottor Creazzo e – per competenza – al Procuratore capo di Genova per rivelazione di segreto bancario o istruttorio alla luce degli articoli della Verità e dell’Espresso. Quanto alle azioni di risarcimento civile purtroppo oggi non riesco a tenere il conto, vi aggiornerò più tardi.

Come vedete io credo nella giustizia e nei magistrati di Firenze: a loro mi rivolgo, cittadino tra i cittadini, perché siano riconosciuti i miei diritti. Non attacco la magistratura ma contesto la trasformazione di Open in partito. “

Renzi parla chiaro sul suo profilo Facebook e dichiara apertamente guerra a chi lo accusa di aver incassato i 700 mila ero per l’acquisto della sua villa sulle colline toscane.

Secondo quanto rivelato da l’Espresso, infatti, un noto imprenditore nominato dal governo Renzi in Cassa depositi e prestiti Immobiliare Spa e tra i finanziatori della fondazione Open, diede 700mila euro al senatore Matteo Renzi per comprare la villa al centro dello scandalo.

I soldi inoltre, sempre secondo la rivista, vennero consegnati tramite l’anziana madre dell’imprenditore.

Di questa villa se ne parlò già nell’estate del 2018 in quanto, stando alle parole del leader di Italia Viva, egli aveva dichiarato di avere solo 15mila euro sul conto, per l’acquisto infatti dichiarò di aver richiesto un mutuo del quale avrebbe parlato una volta portato a termine l’acquisto.Ma tutto cadde nel vuoto.

Entrando nel merito dell’inchiesta

Entrando nel merito dell’inchiesta emerge che i coniugi Renzi hanno acquistato la villa con i soldi avuti dalla famiglia Maestrelli che ha effettuato bonifici per un totale di 700 mila euro dal conto corrente di Anna Picchioni, anziana madre dei fratelli Maestrelli e moglie dell’imprenditore, Egiziano Maestrelli.

La causa del bonifico, sempre secondo l’Espresso, sarebbe stata: “Pagamento in conto acquisto 25 partecipazione Mega srl”.

Poco dopo la pubblicazione dell’inchiesta, ovvero in mattinata, Matteo Renzi ha tenuto una conferenza stampa da Parma durante la quale ha attaccato i pm dicendo che i loro atti sono “un vulnus per la democrazia”.

Dichiara inoltre, durante questa, di aver garantito la restituzione del prestito nel giro di pochi mesi: “Nel 2018 ho ricevuto un importante ritorno economico dalle mie attività: 830mila euro. Nel 2019 saranno più di un milione, sono i miei proventi. Dovendo effettuare un anticipo bancario ho fatto una scrittura privata con un prestito concesso e restituito nel giro di qualche mese, quattro mesi circa”. Interpellato da l’Espresso prima della pubblicazione del pezzo aveva detto “non commento e non smentisco la notizia”.

Chi è Riccardo Maestrelli

L’imprenditore al centro della vicenda, Riccardo Maestrelli, era stato nominato dal governo Renzi il 5 maggio 2015 nel cda di Cassa depositi e prestiti Immobiliare Spa.

Maestrelli è noto finanziatore della campagna elettorale per le amministrative a Firenze di Matteo Renzi nel 2013.

Il padre di questo: Egiziano Maestrelli, stando a quanto ricostruito nell’inchiesta su Open, era tra i principali finanziatori della fondazione.

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