Il Mercoledì da incubo di Giuseppe Conte

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Il termometro politico, come quello della temperatura esterna, in questa settimana, è da bollino rosso.

Questo Mercoledì è stato un girono da dimenticare per il premier Conte, che durante l’audizione a Palazzo Madama sul caso dei presunti finanziamenti russi alla Lega, si è trovato davanti ad una fuga di massa dei senatori del M5s, stanchi di chinare il capo davanti al partito del vicepremier Salvini che “fuggitivo” ha alzato le spalle sul cosiddetto ‘Russia gate’ e continua a sottrarsi al confronto su ogni dossier.

Il ministro dell’interno infatti – diretto interessato del caso“moscopoli”– ha preferito restare al Viminale per un vertice sulla sicurezza, anziché dare al parlamento le risposte che merita.

A pesare, inoltre, è stato senza ombra di dubbio anche il “sì” alla TAV che Conte avrebbe pronunciato qualche giorno fa.

Costa più non farla che realizzarla”, aggiunge “La priorità è tutelare gli interessi dei cittadini” perché “in gioco ci sono tanti soldi, che sono vostri, e vanno gestiti con la massima attenzione. Vanno gestiti, se mi permettete, come farebbe un buon padre di famiglia”.

Con queste parole, il Premier, annuncia un imminente cambio di rotta, isolando totalmente il ministro dei trasporti e delle infrastrutture Toninelli, per assecondare un altro cavallo di battaglia della Lega.

A Salvini, dunque, è servito su un piatto d’oro il successivo attacco al ministro dei trasporti: “O il ministro la sblocca, o non capisco cosa ci faccia al governo“.

La protesta dei senatori grillini parte proprio da questi due eventi; l’ultimo segna peraltro un accenno al valzer di poltrone che si vocifera da tempo, dove nel mirino sono presenti il ministro Toninelli e la ministra Trenta.

In risposta, però, agli atteggiamenti del suo partito a palazzo Madama, Conte rimprovera il capogruppo del M5s Patuanelli: “Non si fa cosi”.

Il discorso di Conte in Senato sul Russia-gate, punto per punto

“Sulla base delle informazioni disponibili alla presidenza del consiglio posso precisare che il signor Savoini non riveste e non ha rivestito incarichi formali di consulente esperto di questo governoEra presente a Mosca il 15 e 16 luglio 2018 a seguito del ministro Salvini che è stato presente a Mosca anche il 15 luglio 2018 per la finale del mondiale di calcio e il 16 luglio 2018 per l’incontro con le controparti russe. In quella occasione fu notificata alle controparti russe dalla nostra ambasciata la composizione della delegazione italiana su indicazione del protocollo del ministero dell’Interno: la delegazione ufficiale comprendeva anche il nominativo del signor Savoini“.

In riferimento “alla visita a Mosca di Salvini a ottobre – spiega ancora Conte – è stata organizzata direttamente dal ministero dell’Interno. È consistita nella partecipazione all’assemblea generale di Confindustria Russia, cui mi risulta abbia partecipato anche Savoini. Gli eventi successivi hanno rivestito carattere privato”.

Sul caso comunque Conte puntualizza: “non ho ricevuto informazioni dal ministro competente“, che, fa capire il premier, continua a glissare sulla vicenda opponendo una sorta di muro di gomma.
Quanto alla visita di Putin a Roma ricorda: “Savoini è stato invitato anche alle cena che la presidenza del Consiglio ha offerto al presidente russo Putin: al forum del pomeriggio alla Farnesina, Savoini ha partecipato sui richiesta del signor Claudio D’Amico, consigliere del viceministro Salvini, e i miei funzionari non hanno questionato sull’invito in quanto Savoini risulta essere presidente dell’associazione culturale Lombardia-Russia: la presenza al Forum ha comportato l’automatico invito alla cena”.

In ogni caso il primo ministro rassicura sulla compattezza della maggioranza ricordando all’aula che “la vicenda all’origine di questa informativa appare ora sottoposta al vaglio della procura di Milano che indaga per valutare la fondatezza di eventuali ipotesi di reato. Non conosciamo quali elementi siano stati acquisiti né le conseguenze dell’indagine in corso. Il piano del governo è distinto dall’indagine della procura di Milano. Ora non ci sono elementi per incrinare la fiducia con membri del governo”. 

Conte inoltre invia anche un messaggio a futura memoria: “Mi adopererò perché tutti i miei ministri e gli altri membri del governo vigilino con massimo rigore affinché negli incontri governativi siano presenti solo ed esclusivamente persone accreditate ufficialmente che siano tenute al vincolo della riservatezza. Questo per avere la massima garanzia che le informazioni riguardante l’attività di governo siano gestite con la massima cura”.

Le reazioni in Aula

Al termine del discorso del premier, mentre la Lega, attraverso il capogruppo alla Camera Molinari, ha continuato a ripetere la necessità di far ripartire la fase 2 del governo «senza no e senza vincoli», i pentastellati hanno manifestato tutto il loro malessere: “Conte è un premier di sistema” è insorto Paragone; “oggi è la Caporetto del Movimento”, si è sfogato Giarrusso.

In tutta risposta il leghista Romeo ha replicato: «Qui stiamo parlando del nulla, non ci sono rubli, non c’è gasolio» e ha regalato un affondo a Conte: «Ci aspettiamo che dimostri la stessa solerzia anche sulla vicenda del voto sul Commissario europeo».

Nel frattempo Renzi è rimasto in silenzio per evitare polemiche interne: “Oggi il governo è in aula per parlare di Russia, rubli, 49 milioni di euro. Avevo chiesto di poter intervenire contro Salvini a nome del Pd. La cosa ha suscitato polemiche interne dentro il partito da parte dei senatori vicini alla segreteria. E siccome ritengo assurdo che nel giorno in cui Salvini deve parlare dei suoi guai, una parte del Pd attacchi me, ho deciso di rinunciare all’intervento; ringraziando comunque il presidente Marcucci per la disponibilità”. 
Dagli scranni del Pd, Zingaretti, ha motivato cosi la decisione di presentare la mozione di sfiducia: “La sua posizione reticente è molto grave e incompatibile con il suo ruolo”.

Solo ieri, ai microfoni di Radio Anch’io arriva la risposta di Salvini al discorso del premier Conte: “Le sue parole? Mi interessano meno di zero. Sono qui per lavorare non per le storie di fantasia”.

Sembra che la situazione nel governo giallo-verde inizi ad essere ancora pesante, attendiamo un calo delle temperature esterne ed interne all’esecutivo.

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