Il giorno dell’esame per Ursula von der Leyen

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Continuano i cambiamenti all’interno dell’Unione Europea.
Oggi è il giorno di Ursula von der Leyen, Ministro della difesa tedesco e membro della Cdu.

Lo scorso 2 luglio è stata designata dal Consiglio Europeo alla carica di Presidente della Commissione Europea, massima carica dell’UE.


Classe ’58, la popolare tedesca e delfino di Angela Merkel – la von der Leyer è infatti l’unico membro del governo tedesco a poter vantare un’ininterrotta presenza in tutti i gabinetti Merkel – è stata proposta da Emmanuel Macron per la successione a Juncker.

Come molti affermano, il fronte franco-tedesco risulta essere più forte che mai.

Quali sono state le ragioni della Francia?

Con il senno di poi, si può parlare di un doppio vantaggio per Macron, il Presidente francese, infatti, si mostra galante nei confronti della Merkel, nascondendo la deriva antitedesca, conquistando però la nomina di Christine Lagarde alla BCE, posto di rilevante peso politico nel grande gioco degli incarichi europei.

L’amicizia della von der Leyer con i francesi è stata favorita dal fatto che la popolare, oltre ad avere una spiccata conoscenza della lingua francese, una grande ispirazione europeista, ed importanti capacità riformiste in ambito sociale, ha concluso l’accordo con la Francia sullo sviluppo congiunto del nuovo jet “europeo” da combattimento di nuova generazione.

Nel lavoro come ministro della Difesa, la von der Leyer può vantare numerosi successi: dall’aumento del budget per la difesa,all’investimento nel settore della cybersecurity con piani di lungo termine. 

Il discorso di Ursula von der Leyer ai parlamentari e i voti assicurati

Questa mattina la von der Leyer è intervenuta a Strasburgo,davanti all’Europarlamento che oggi pomeriggio alle 18 si esprimerà con un voto sulla sua elezione. 

I suoi cavalli di battaglia, evidenziati anche nel discorso di questa mattina, sono stati un’ultima campagna di acquisto voti.

È riuscita infatti ad ottenere il consenso del PD in seguito alla sensibilità verso le questioni economiche europee: il welfare, il salario minimo europeo garantito e il patto di stabilità.

“Serve una Europa più sociale, con un meccanismo di riassicurazione europea della disoccupazione e un quadro per un salario minimo su scala europea. Dobbiamo garantire un salario minimo che consenta una vita dignitosa”.

Ha aggiunto, inoltre, che è necessario “Usare tutta la flessibilitàpermessa dalle regole del patto di stabilità”.

Bisogna avere infatti un’economia forte perché “se vogliamo spendere, prima occorre guadagnare”.

La tedesca, fino all’estremo ha cercato di avere anche il consenso dei verdi, puntando sul clima e sul “green deal” nei primi 100 giorni, ma in questa sfida non è riuscita.

“L’Europa – ha dichiarato – deve arrivare alla “neutralità climatica entro il 2050”, per questo proporrò un ‘Green deal’ nei primi cento giorni perché l’obiettivo 2050 possa essere tradotto in legge. Serve un piano di investimenti europeo sostenibile, una branca della Bei deve diventare una banca per il cambiamento climatico”.

Indubbiamente il primo problema resta quello dell’immigrazione. Per salvare l’Europa infatti è necessario, secondo la von derLeyen, un superamento immediato del regolamento di Dublino.

I corridoi umanitari e il ricollocamento dei migranti sono indispensabili per il corretto funzionamento dell’Europa, serve solidarietà e un nuovo modo di condividere gli oneri.

L’entourage della ministra tedesca riconosce che, al momento, il problema principale è la divisione interne ai socialisti, dove è in corso uno scontro tra le delegazioni dei paesi del Nord e quelle del Sud.

Sono certi i voti dei popolari di centro destra, dei socialisti (che sono ancora più convinti dopo il discorso di questa mattina), i parlamentari del PD e i liberali che sembrano aver avuto la promessa di una vicepresidenza.

Sicuramente non saranno dalla sua parte i verdi, i sovranisti, il M5S, i conservatori e i riformisti.

La stessa ministra tedesca, ha dichiarato aperta la lotta personale contro i nemici dell’UE.

Da fonti interne, la von der Leyen intende consultarsi fino all’ultimo minuto, ma non esclude di chiedere un rinvio del voto di conferma a settembre se all’ultimo momento dovesse mancare la maggioranza assoluta necessaria alla sua conferma.

Al momento, la tedesca scommette al 95% che il voto di martedì sera ci sarà.

Ulteriori pilastri della tedesca Ursula

Un ulteriore pilastro delle linee guida riguarda le relazioni tra Commissione, Europarlamento e Consiglio con la promessa di fare passi avanti sugli Spitzenkandidaten, le liste transnazionali e il diritto di iniziativa dei deputati, anche attraverso la convocazione di una conferenza sul futuro.

Tra le riforme ci saranno quelle sulla zona euro, sulla politica commerciale, digitalizzazione e la politica sociale con un meccanismo europeo di assicurazione contro la disoccupazione in caso di choc asimmetrici.

Nelle audizioni davanti ai gruppi politici, la candidata alla presidenza della Commissione è stata debole sullo Stato di diritto, dando l’impressione di voler essere morbida con Polonia e Ungheria, due paesi del gruppo di Visegrad a cui deve la sua nomina. La presidente designata della Commissione, invece, nel suo intervento, dovrebbe riaffermare la sua volontà di essere ferma sui principi della democrazia e della separazione dei poteri, ma intende anche proporre un meccanismo di verifica del rispetto dello Stato di diritto che eviti la polarizzazione tra Stati membri.

La popolare tedesca, designata a succedere a Juncker alla Presidenza della commissione europea, se oggi pomeriggio saràconfermata, diventerà la quattordicesima persona e la prima donna ad assumere tale incarico.

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